L’anca: come funziona, le patologie e la protesi

In questo dettagliato articolo conosceremo più da vicino l’anca. Scopriremo tutto (o quasi) su questa articolazione ma parleremo anche delle patologie che questa parte del nostro corpo puó soffrire. Inoltre, come è natura di Sistema Protesi, parleremo della protesi dell’anca, dell’intervento e del recupero post operatorio.

Come sempre cercheremo di essere meno tecnici possibili evitando i classici paroloni da libro di anatomia e di spiegarlo con termini semplici e frubili a tutti.

Che cosa è l’anca?

L’anca è la regione anatomica che unisce il tronco alla coscia. Noi ci concentriamo di piú sull’articolazione dell’anca dove l’asso dell’anca (osso iliaco, una delle ossa del bacino) si connetta con la testa del femore.

Come è composta l’articolazione dell’anca?

Nell’osso dell’anca esiste una cavita a forma di scodella (chiamata da noi medici acetabolo o cotile) dove si incastra la forma sferica della testa del femore.

Per rendere l’idea del funzionamenteo di questa articolazione potresti chiedere la mano destra a scodella mentre la mano sinistra la chiudi a pugno. Poggia la mano destra sul pugno ed ecco che hai una visione pratica di come è fatta questa semplice ma importantissima articolazione.

Come è formata l’anca?

Ora esaminiamo le vari parti di questa articolazione partendo dalle ossa, continuando poi con i legamenti e finendo con il descrivere la capsula fibrosa dell’articolazione dell’anca.

Le ossa dell’ansistema protesi displasia ancaca

Nell’osso dell’anca la cavitá dove risiede la testa del femore è costiutita da una superficie semilunare, che non è altro che un anello fatto di cartilagine. La superficie è liscia ed è ricoperta da un’altro tipo di cartilagine (cartilagine articolare ailina) che deborda dal margine della cavitá, questo aumenta la stabilità dell’articolazione.

La testa del femore, che quasi una sfera, anche essa è rivestita da una cartilagine articolare ialina, piú spessa al centro che ai margini. Al centro della testa del femore c’è una fossetta doveè inserito il legamento rotondo del femore che a sua volta lo collega al centro della cavitá dell’anca (fossa acetabolare).

I legamenti dell’articolazione dell’anca

L’anca è composta da cinque principali legamenti. L’insieme di questi legamenti favoriscono la stabilità e i movimenti flessione ed estensione, di abduzione e la adduzione (cioè l’aprire e il chiudere delle gambe), la rotazione e la circumduzione dell’articolazione.

I cinque legamenti in questione sono:

  • legamento ileofemorale: è il piú forte dei legamenti, nasce dall’osso dell’anca e poi si biforca prima di connettersi al femore, viene chiamato anche legamento a “Y” per la sua forma;
  • legamento pubofemorale: si estende nella parte pubica raforzando l’articolazione anteriormente e inferiormente;
  • legamento ischiofemorale: si estende nella parte posteriore della capsula rafforzandola giustamente in quel punto, ha una forma a spirale e mantiene la testa del femore nella cavitá acetabolare;
  • legamento acetabolare traverso: questo legamento è un’altra parte fondamentela per mantenere in sede la testa del femore;
  • legamento rotondo del femore: si origina dalla fossa acetabolare fino ad arrivare alla testa del femore, è completamnte avvolto dalla guaina sinoviale.

La capsula fibrosa

La capsula fibrosa dell’articolazione dell’anca è spessa e robusta. È formata da una serie di fibre che creano un manicotto cilindrico che racchiude tutta l’articolazione ed è rinforzata dai legamenti descritti prima che la circondano.

La cavità sinoviale

La testa del femore e l’interno della cavitá acetabolare sono rivestiti dalla guaina sinoviale. Le due parti non vengono mai in stretto contatto perché tra di loro c’è uno spazio dove troviamo il liquido sinoviale, altro elemento che aiuta alla lubrificazione dell’articolazione.

L’anca: le patologie

Adesso che conosci l’anca ora dobbiamo parlare delle malattie che questa articolazione può soffrire.
Ci sono molte patologie come l’anca a scatto, la displasia dell’anca e l’osteoporosi. Ma tra gli articoli di Sistema Protesi come ben sai parliamo spesso di Coxartrosi, o artrosi dell’anca.

 

Coxartrosi: L’artrosi dell’anca

L’artrosi dell’anca (o coxartrosi) è una patologia degenerativa cronica di tutte le articolazioni soggette a carico e a movimento. L’anca come abbiamo visto è un articolazione potente ma è soggetta a movimenti e carichi importanti.

Artrosi all’anca: le cause

L’insorge di questa patologia è uno scompenso dell’articolazione che causa perdita di lubrificazione. Insomma l’articolazione non scivola piú come prima e produce uno sfregamento. Questo sfregamento causa dolore. Se l’articolazione lavora sempre con questo sfregamento aumenta proporzionalmente l’usura dell’articolazione, con un conseguente aumento del dolore.

Le cause dell’artrosi dell’anca posso essere di origine:

  • meccanica: come alterazioni strutturali congenite, sovrappeso, traumi, ecc
  • degenerativa: infiammazioni, osteoporosi, ecc
  • infiammatoria: ad esempio artrite reumatoide

Artrosi dell’anca: i sintomi

I sintomi di questa malattia sono principalmente il dolore e, per i stadi più avanzati della patologia, la ridotta funzionalità articolare che non permette di compiere le normali attivitá quotidiane.

Attenzione: se soffri un leggero dolore all’anca questo non significa che stai soffrendo di artrosi in questa articolazione. Sono molte le possibili patologie molte delle quali sono curabili ma se hai dei dubbi puoi scrivermi. 
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Artrosi dell’anca: protesi all’anca

Quando l’artrosi raggiunge stadi dove il dolore è insopportabile o dove non è più possibile fare le normali attivitá quotidiane allora bisogna intervenire chirurgicamente per sostituire l’articolazione con un protesi.

Protesi dell’anca: l’intervento

COTILE1 sistema protesi

Fortunatamente l’intervento al giorno d’oggi esistono tecniche di nuova generazione che riducono la ospedalizzazione e la fase di

convalescenza.

Come è fatta la protesi dell’anca

Una protesi d’anca è composta da una componente acetabolare (la cavità a forma di scodella) e una testina che sostisce quella del femore del paziente collegata a uno stelo que viene ancorato nel femore.

L’intervento classico

Nell’operazione classica viene effettuato tramite un incisione nel gluteo con una conseguente taglio del fascio muscolare. Questo ingresso posteriore per inserire la nostra protesi d’anca ha le seguenti conseguienze:

  • lunga degenza;
  • dolore post-operatorio;
  • lunga fisioterapia;
  • la ripresa delle attività quotidiane è un piuttosto lenta;
  • i segni dell’operazione sono piuttosto evidenti.

Ma esiste un altra tecnica ad accessoanteriore.

La protesa dell’anca con la tecnica mini invasiva

La differenza sostanziale della tecnica mini invasiva per inserire la protesi d’anca è che il chirurgo incide la parte anteriore seguendo le direzione del fascio muscolare. L’incisione viene fatta nella zona inguinale ed è relativametne più piccola (circa 14 -16 centimentri). I fasci muscolari non vengono tagliati, e quindi lesionati. Le fasce muscolari vengono spostate per permettere al chirurgo di inserire la protesi.
Ecco i vantaggi della tecnica mini invasiva:

  • si puó camminare il giorno successivo all’operazione;
  • il tempo di degenza diminuisce drasticamente;
  • la ripresa delle attività quotidiane è molto più rapida;
  • si soffre meno, meno dolore;
  • i segni dell’operazione sono meno evidenti;
  • tempi della fisioterapia ridotti.

Vuoi saperne di piú? Leggi questo articolo che parla nel dettaglio della tecnica mini invasiva della protesi dell’anca.

ATTENZIONE: LA TECNICA NON E’ APPLICABILE A TUTTI I PAZIENTI, CI SONO UNA SERIE DI CONDIZIONI PER POTERLA APPLICARE E SOLO UNA VISITA PUO’ FORNIRCI QUESTE INFORMAZIONI.

Protesi dell’anca: i materiali

I materiali che vengono utilizzati oggi per la protesi d’anca sono l’acciaio inossidabile che è biocompatibile ed ha buone proprietà meccaniche. Se le protesi sono cementate le leghe di cobalto-cromo sono le più utilizzate.
Le leghe più utilizzate oggi sono le leghe di titanio. Il titanio è il materiale più utilizzato nella protesica. Infine c’è il tantalio: è un elemento molto raro e si trova in pochi giacimenti al mondo. È estremamente biocompatibile ed il più resistente alla corrosione.

Leggi l’articolo Protesi all’anca: di che materiali sono fatte?

Protesi all’anca: il recupero dopo l’intervento

Vuoi vedere quale è veramente il recupero post operatorioda un intervento di protesi d’anca? Guarda questi video!

Leggi la guida dell’intervento sulla protesi dell’anca 

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N.B. La mia risposta è da considerarsi un parere medico, e in nessun modo sostituisce una visita specialistica.