Protesi d’anca: posso fare sport dopo un intervento?

Ecco il mio intervento in “TeleTutto racconta” in questa puntata parliamo di sport e protesi d’anca.

Quali sport si possono fare dopo l’intervento di protesi d’anca?

Innanzitutto voglio ricordare cosa è la artrosi dell’anca, chiamata coxartrosi.

È una patologia degenerativa cronica che negli stadi più avanzati determina dolore e rigidità e importanti invalidita tanto da poter rendere difficoltose le normale attività quotidiane come mettersi una scarpa o un calzino, fare una scala o alzarsi da una sedia.

L’intervento di artoprotesi dell’anca è quella procedura chirurgica che serve per risolvere i problemi di questa patologia artrosica negli stadi avanzati.

Quando appunto la fisioterapia e la terapia farmacologica risultano inefficaci. È sicuramente una delle procedure più praticate in ambito ortopedico.

Ogni anno c’è un incremento della richiesta di questa procedura del circa 2%. Questo dato da solo testimonia l’efficacia di questa terapia, di quanto ogni anno più pazienti richiedono questo tipo di cura per questa patologia.

Inoltre le tecniche mininvasive, di cui abbiamo parlato più volte, hanno consentito il recupero funzionale dopo l’intervento e quindi facilitare il ritorno alla vita normale.

Quindi il miglioramento delle tecniche chirurgiche ha favorito un cambiamento riguardo le aspettative del paziente stesso?

Assolutamente sí.

Se ci riferiamo agli anni 60/70 un paziente che veniva sottoposto a questo intervento aveva come unico obiettivo quello di ricominciare a camminare risolvendo il suo problema del dolore, sostanzialmente.

Ricordiamo che in quegli anni questo intervento era gravato da una maggior incidenza di complicanze, una ospedalzzazione decisamente più lunga (si parla di diverse settimane, oggi parliamo di giorni).

Oggi sempre più pazienti si avvicinano di questo tipo di intervento con lo scopo di migliorare la funzione della propia articolazione quindi non solo con lo scopo di migliorare la qualità di vita a volte riprendere ad esercitare alcune attività sportive in cui la malattia artrosica aveva reso impossibile praticare.

Quindi possiamo dire che questo cambiamento nelle aspettative è stato giustificato da alcuni fattori. Ad esempio recupero funzionale più rapido. Oggi io metto in piedi il paziente dopo l’intervento di artoprotesi, in alcuni casi lo stesso giorno in tutti i casi il giorno successivo.

Si è ottenuto una riduzione delle complicanza postintervento con le nuove tecniche chirurgiche riferendoci soprattutto alla perdita di sangue. Oggi si perde meno sangue e si ricorre meno alle trasfusioni.

Si ha meno dolore, quindi si utilizzano meno farmaci. Si hanno meno lussazioni di questa articolazioni dopo l’intervento. Si ha una maggior durata dell’impianto.

Abbiamo già parlato precedentemente delle varie evoluzioni in campo tecnologico che permettono di far sopravvivere più al lungo una protesi dell’anca e per tanto anche i pazienti più giovani possono essere trattati in questa tecnica chirurgica.

Inoltre c’è una minore limitazione funzionale dopo l’intervento. Il paziente rimane in ospedale per pochi giorni da 4 a 7 giorni normalmente può essere dimesso e poi riprende una vita relativamente normale.

Per esempio:  Il paziente può ripredere a guidare la propria auto in 2/3 settimane e riprendere a fare attività spotiva in 2/3 mesi.

Immagino che in ogni caso esistono delle limitazioni di alcuni sport per i pazienti con protesi…

Questo è verissimo.

Nonostante i progressi, dobbiamo tenere presente che esistono dei limiti di resistenza dei materiali con cui queste protesi vengono costruite e questo bisogna spiegarlo ai pazienti.

In effetti possiamo dire che a causa dei risvolti clinici brillanti che questo tipo di chirurgia porta, alcuni pazienti tendono un pochino a sopravvalutare quelle che sono le aspettative nel recupero funzionale e a sottovalutare invece i possibili problemi che questo tipo di chirurgia può portare.

Per rispondere alla domanda: “Quali attività sportive si possono fare?” Le attività sportive che possiamo consigliare sono quelle che sostanzialmente hanno il minor impatto sull’articolazione protesizata, mentre altre che hanno maggior impatto vengono normalmente sconsigliate.

Vari studi hanno permesso di identificare quali sono le attività sportive consigliabili e non.

  • Gli sport consigliabili (a basso impatto) sono il nuoto, il golf, la vela, tennis doppio (non il tennis singolo perché è a alto impatto, quindi sconsigliabile), lo sci di fondo, camminare in montagna ballo di sala.
  • Gli sport sconsigliabili sono il jogging, il basket, il baseball, l’atletica, la ginnastica artistica. Tutti gli sport che richiedono un impatto troppo elevato dal punto di vista meccanico sulle componenti protesi potrebbero comprometterne la durata.

Per concludere consiglio a tutti i pazienti protesizzati che abbiano intezione di svolgere attività sportiva di consulatare il proprio medico chirurgo ortopedico che saprà consigliare in base anche alle proprie caratteristiche e le proprie esperienze.

Non è la stessa cosa praticare uno sport per la prima volta o praticare uno sport dopo l’intervento di protesi avendo già esperienza.

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N.B. La mia risposta è da considerarsi un parere medico, e in nessun modo sostituisce una visita specialistica.