Protesi del ginocchio: quanto dura la protesi?

Ecco il mio intervento in “TeleTutto racconta” in questa puntata parliamo della durata della protesi del ginocchio.

Quando viene inserita la protesi al ginocchio?

Questa è una domanda che i pazienti, che si devono sottoporre a questo intervento, fanno al proprio ortopedico di fiducia.

Ricordiamo che la protesi del ginocchio viene riservata a quei pazienti affeti da una forma di artrosi particolarmente avanzata.

In questi casi il dolore, l’impotenza funzionale rendono particolarmente difficili le attività quotidina.

Nei casi più avanzati risulta per il paziente faticoso camminare, fare le scale, guidare la macchina, fare la spesa. Insomma fare le normali attività quotidiane.

Questi di solito sono pazienti che hanno una certa età ma non solo. Alcune patologie possono causare lo sviluppo di questa patologia artrosica in pazienti più giovani anche al di sotto dei 40 anni.

S’interviene con la chirurgia quando la fisioteria e i farmici hano esaurito il loro effetto di controllare il dolore e l’impotenza funzionale.

Quanto può durare una protesi al ginocchio?

Al giorno d’oggi rispetto 15/20 anni fa la durata di una protesi (di ginocchio e di anca) è aumentata molto. Possiamo dire che in media una protesi di questo tipo possa durare 20 anni.

Questo importante obiettivo è stato ottenuto grazie agli sforzi congiuti dei ricercatori, chirurghi ortopedici e ingenieri impegnati alla creazione di nuovi disegni protesici.

Quali sono i fattori che influiscono la durata della protesi al ginocchio?

I fattori che influiscono negativamente alla durata di una protesi, se escludiamo le cause traumatiche ed infettive, sono i materiali protesici e la fissazione sull’osso.

Proprio qui abbiamo parlato di questi materiali.

Protesi: di che materiale sono fatte?

Abbiamo parlato del tantalio un materile a noi ortopedici particolarmente utile. Il tantalio è un metallo che ha la capacità impressionante di integrarsi con l’osso del paziente e quindi è in grado di garantire la maggiori sopraprivvivenza.

Per quanto riguarda la tecnica della fissazione sull’osso ci sono due tipologie di protesi:

  • protesi cemetate (anche qui nell’ambito della ricerca si sono trovate formule di cementi particolarmente efficaci e performanti nel garantire fissazione tra protesi e osso)
  • protesi non cementate (sono protesi indicate per i pazienti giovani ed è il materiale stesso, il tantalio, che garantisce la fissazinoe della protesi nell’osso)

Un altro fattore che interviene nella sopravvivenza della protesi è nella modalità dell’utilizzo della stessa. È evidente che il paziente giovane utilizzerà di più questa protesi quindi la protesi è sottoposta a maggior usura nel tempo.

Oggi con le protesi si riesce a fare attività sportiva.

Posso fare sport dopo un intervento protesico d’anca?

Altro fattore importante è il peso. Se c’è un sovrappeso importante questo fattore è in grado di ridurre la sopravvivenza della protesi.

Tutti questi fattori devono essere spiegati accurantamente durante le fasi preliminari e si spiega al malato a cosa andrà incontro.

Io stesso durante la visita con il paziente perdo il tempo necessario per spiegare gli accorgimenti che il paziente deve seguire per fare in modo che la sua protesi duri il più possibile.

L’esperienza del chirurgo ortopedico incide sulla durata della protesi al ginocchio?

Da un lato c’è la responsabilità del malato nella gestione della protesi ma dall’altro c’è un altro fattore importante che è la responsabilità del chirurgo. Mi spiego meglio…

Ad esempio, se il nostro gommista monta le gomme della nostra auto in maniera corretta queste dureranno di più rispetto a il caso in cui vengano montate in maniera scorretta.

Allo stesso modo il chirurgo ortopedico se posiziona male una protesi ne causerà inesorabilmente una durata inferiore, mentre se viene posizionata bene il ginocchio inizierà a funzionare in maniera corretta senza dolore consentendo alcune attività sportive e durerà più a lungo nel tempo.

È l’esperienza del chirurgo stesso che determina la sopravvivenza della protesi stessa.

Sono stati introdotti alcuni strumenti da utilizzare in sala operatoria che vengono incontro soprattutto ai chirurghi meno esperti, che servono per controllare, durante le varie fasi, se il chirurgo sta procedendo correttamente. Queste strumentazioni lo avvertendo per tempo se sta commettendo degli errori.

Negli ultimi anni si anche parlato di robot in sala operatoria, in molte riviste ne parlano. Però ad oggi a mio avviso l’utilizzo della intelligenza artificiale in sala operatoria non è ancora in modo di superare l’esperienza del chirurgo stesso. Può essere un appoggio ma non può sostituire il chirurgo.

Quindi il consiglio che possiamo dare al paziente è quello di rivolgersi ad un chirurgo esperto.

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N.B. La mia risposta è da considerarsi un parere medico, e in nessun modo sostituisce una visita specialistica.